Gli animali provano emozioni: alcune risposte della scienza

Che cani, gatti e anche i pesci facciano ormai parte di quella che è la quotidianità delle persone, risulta essere un dato acclarato: a confermare tutto questo vi è anche un rapporto dell’Eurispes che ha preso in esame l’anno che sta per finire e che ha portato alla luce come quasi un italiano su due, quindi poco meno della metà della popolazione, abbia almeno un cane, un gatto o un pesce a tenergli compagnia nella vita di tutti i giorni.

Con il proprio animale domestico si arriva a condividere molto tempo e si arriva ad instaurare un rapporto d’affetto che spesso si concretizza in qualcosa di “quasi alla pari”.

A mettere nero su bianco il fatto che le emozioni non sono un qualcosa di esclusivo dei padroni è stata la scienza, che attraverso varie ricerche ha dimostrato come cani e gatti siano assolutamente capaci di provare sentimenti e come abbiano una memoria degli eventi passati e siano in grado di capire quello che è lo stato d’animo del proprio padrone.

I cani ricordano gli eventi passati

Quello che è universalmente noto come “il miglior amico dell’uomo” ha la capacità di serbare memoria degli eventi e delle emozioni vissute e tutto questo gli consente non solo di comportarsi sulla base delle esperienze passate, ma anche di costruire un rapporto fiduciario con gli esseri umani e con i suoi simili. Ad arrivare a queste conclusioni è stata ovviamente la scienza, attraverso uno studio i cui risultati sono stati resi pubblici attraverso una serie di articoli su Current Bilogy.

La ricerca, coordinata da Claudia Fugazza, ha visto la partecipazione di diversi poli universitari europei. I risultati di questo studio hanno messo in luce come i cani siano in grado di “organizzare in una memoria di tipo episodico le esperienze che si trovano a vivere”.scienza: cani ricordano gli eventi passati

E sempre la scienza, stavolta attraverso una ricerca portata avanti e conclusa da alcune università brasiliane, tra cui quella di San Paolo, ha messo nero su bianco come i cani siano in grado di andare a comporre delle “rappresentazioni astratte degli stati emotivi”.

In altri termini il “miglior amico dell’uomo” sarebbe capace di comprendere lo stato d’animo del proprio padrone. I risultati di quest’altro studio, secondo cui i cani avrebbero quindi una capacità cognitiva decisamente superiore rispetto a quella che si è sempre pensato, sono stati pubblicati su Biology Letters.

I gatti e la loro indifferenza: un mito da sfatare

Quella che si potrebbe definire, usando espressione comune, la vox populi, vuole i gatti come assai meno affettuosi dei cani e totalmente disinteressati a quelle che sono le emozioni provate dai propri padroni. Ebbene, non solo l’esperienza comune di chi ha vissuto o vive con un gatto, ma anche la scienza ha sfatato questa credenza popolare.

Tra i tanti studi con cui la scienza ha preso in esame la questione ve ne è uno pubblicato su Animal Cogniton, secondo cui anche i gatti sarebbero in grado di capire quelle che sono le emozioni provate dagli esseri umani.

Tuttavia, secondo lo studio, la capacità di comprendere lo stato d’animo dell’essere umano che si ha di fronte non sarebbe dovuto, almeno per quanto riguarda i felini, all’empatia: a guidarli sarebbe infatti l’associazione di determinati stati d’animo ad una dazione di cibo.

Anche i pesci sono capaci di provare emozioni

Un dato molto interessante che la scienza ha potuto appurare è quello riguardante le emozioni nei pesci: è opinione comune che questi ultimi non siano in grado di provare emozioni. Ebbene, la scienza sembra dire il contrario: tra le diverse ricerche che hanno avuto ad oggetto questo tema, una delle ultime è quella i cui risultati sono stati pubblicati sulla The Royal Society e secondo cui il cosiddetto pesce zebra, quando è sottoposto ad un forte stress si trova a dover fare i conti con una reazione simile a quella di uno stato febbrile.

Fonte: tg24.sky.it/tg24/scienze/home.html